Cavaliere (Seconda Parte)

Fosti lieto, cavaliere, allo smorzarsi delle ultime luci?
Al calare delle palpebre,
all’avanzare della tenebra,
sprofondando nel sonno senza ritorno, 
avesti orgoglio nel cuore spento?
Della forza, del coraggio, del valore,
che cosa resterà se non la cenere?
La polvere, spazzata dal vento e dissolta sul mondo,
che volerà libera sul fiato del cielo
affondando dentro al mare,
scioglendosi sulle nevi,
penetrando nella terra.
Sarà parte della sabbia,
cavaliere,
del tuo regno e d’altri cento.
Che cosa sono i confini,
che cosa sono le stirpi,
quando ogni cosa si fonde nell’eterno?
Provasti gloria,
oh prode guerriero,
nel marciare su pietre altrui?
Le trovasti diverse, 
forse più dure,
forse più rosse?
Che ne sarà del tuo nome,
delle gesta, delle memorie?
Chi ti piangerà nei secoli?
Chi narrarerà di te,
del dolore,
del sangue,
degli sforzi?
Riposa,
cavaliere,
nella notte dei tempi.
Non sarai che l’ombra del sole,
una stilla negli oceani,
una sillaba in mille pagine
che osanneranno il Re.

E. Edhilyen

Annunci

3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Estelwen Edhilyen
    Feb 02, 2011 @ 10:39:00

    Anche stavolta il testo è nato in modo del tutto inatteso, nel mezzo di un’attività che ben poco ha a che fare con la scrittura e che – naturalmente – ho dovuto interrompere per correre a stendere le frasi che mi sono piombate in testa. Non mi aspettavo che “Cavaliere” avesse un seguito e, dal momento che non ho il minimo controllo sui miei scritti, sarà possibile che proseguirà ancora. Se non altro, credo di aver compreso chi e cosa sia la figura del protagonista. Il Cavaliere non è un singolo uomo, ma decine di migliaia. Lui rappresenta tutti i guerrieri che nel passato si sono battuti per i loro sovrani, le cui gesta non vengono rammentate e i cui sacrifici sono valsi a donare gloria ai condottieri e ai regnanti. Di loro non resta che un numero: i mille… i diecimila… i centomila…
    Sarebbero stati felice di questo? Se il loro spirito persistesse nell’universo, senza confini e senza popoli, che cosa penserebbero di noi, del mondo, di ciò che hanno fatto?

    Rispondi

    • Arandur
      Mar 08, 2011 @ 20:45:16

      Forse loro comunque ne sono rimasti fieri, perché hanno lasciato, attraverso i loro atti, un’impronta indelebile nelle terre che hanno calpestato, anche se la loro parte individuale è stata poca. O forse essi né gioiscono né disapprovano, perché non possono più vedere… tu che ne pensi?

      Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...