Nata in Esilio

Il testo che segue è da intendere come una sorta di introspezione, un susseguirsi di pensieri. Ogni frase, infatti, corrisponde ad un pensiero e, come tale, sorge libero da ogni tipo di metrica.
Non si tratta di un comune testo narrativo, ma nemmeno di una poesia. Direi piuttosto uno “stream of consciousness”:

Dove sei, nell’universo? 
Puoi guardare la luna, dalla tua terra? Puoi guardare una stella?
Possono i nostri sguardi incontrarsi nel firmamento, nel mirare la stessa luce?

Ascolta, ascolta, ascolta…

Un sospiro si è dissolto nell’etere, che ne è stato?
Tanto dolore ha portato, tanto male ha voluto raccontare… che ne è stato?
E’ svanito, come una lacrima nel mare, il fumo d’una bugia smorzata dal vento.
Era il mio fiato, il mio respiro… ascolta…

Odimi, oh Re!
Odimi, tu che sei lontano, tu che sei beato.
L’anima t’appartiene, nei secoli, nell’eterno. 
Il cielo lo rammenta, laddove tu esisti nell’abbraccio degli astri, le comete scrivono il nostro segreto.
Non lasciarmi cadere insieme al mondo…

Senti, senti, senti…

E’ il mio cuore che batte, è il mio cuore che piange.
Come può vivere, qui nell’oscurità, privo della tua luce?
Non trovo la strada. Vorrei solo esistere in pace. 
Esiste la pace, Signore?
Perché sono qui, incatenata ad un sì truce mondo?

Dimmi, sovrano di tutto il mio essere…

Perché il cuor mio duole nel mirar la terra ferita?
Perché brucia nel vedere i prati vestiti d’asfalto?
Perché s’indegna, come tu t’indigneresti oh Eterno, nel mirare gli uomini graffiare il firmamento?
Da dove viene quest’anima, a te unita al di là dell’universo?

Sono nata in esilio.

E. Edhilyen

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Arandur
    Feb 06, 2011 @ 21:01:14

    A volte il testo sembra un canto, o un’invocazione… e la conclusione è perfetta. Complimenti! :-*

    Rispondi

  2. Arandur
    Mar 07, 2011 @ 20:21:42

    Perché nella quartultima riga tu dici “come tu t’indigneresti oh Eterno”, utilizzando il condizionale? Ti riferivi alla tua convinzione secondo la quale la divinità si disinteressa alle cose umane o ti riferivi al fatto che tu soffri come farebbe l’Eterno e quindi sottintendi un tenace e invisibile legame con questo? O entrambe le cose? Frase molto molto interessante per i risvolti che può avere!

    Rispondi

  3. Estelwen Edhilyen
    Mar 07, 2011 @ 20:31:21

    L’Eterno non è da intendere come Dio, ma come colui che mi attende al di là di questa di vita. Il protagonista innominato di ogni testo appartenente a “Brezza di Ancestrali Memorie”, qui viene definito “eterno” in quanto ha dimora nel regno dei cieli e quindi immortale.
    “Gli uomini che graffiano il cielo” non sono altro che – banalmente – i piloti sugli aerei, che lasciano dietro di sé una scia bianca simile ad un graffio.
    Egli si indignerebbe – se fosse qui – nel vedere ciò, in quanto segno della superbia, della fretta e dell’incontentabilità della razza umana.

    Rispondi

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