Il Pianto dei Salici

Ed essendo io,
cristallo di pianto
dai cieli caduto
s’un fiore posato
al nascer del giorno
fra la rugiada
vestita di stelle,
t’attendo, silente,
al mormorio dei salici.
Carezzano le acque
con argentini palmi,
disegnano le frasche
onde in uno specchio
di cui la quiete è infranta
dal muto lor pensiero.
Trovarti dentro al cielo
riflesso in un abbaglio
del moto pigro e mesto
d’un lago di montagna
disteso nell’inverno
che muore piano e lieve,
al tocco dell’addio
dell’ultima sua neve.
E gemono le fronde
il canto dell’eterno
e dell’empireo terso
di primavera invaso,
giace qui un ricordo
nell’aura del meriggio
poiché sussurra piano
il nome tuo lontano.
Sì fu nel cuor del vento
l’essenza tua dispersa,
silente è il tuo richiamo
all’anima che t’ode,
immobile in un corpo
nel pianto dei salici.

E. Edhilyen

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Arandur
    Mar 07, 2011 @ 19:53:53

    C’è sempre un profondo contrasto fra la struggente bellezza della natura e la tua malinconia ancestrale, nel tuo amore eterno annidato in ogni angolo del mondo; sembra ferirti, essere l’indifferente spettatore ad ogni tua pena, eppure porta scritto in sé ogni ricordo del tuo sentimento. E a volte geme con te.

    Rispondi

  2. Estelwen Edhilyen
    Mar 07, 2011 @ 20:17:24

    Spesso la bellezza e la nostalgia vanno di pari passo.

    Rispondi

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