Danzando con le Stelle

Voglia di cantare, voglia di danzare, nel profumo di passione di questa gaia sera. Il cielo di cobalto s’è incupito, il sole s’è velato e lunghe muovono le ombre, nell’erba rigogliosa che come un mare geme, su cui le frasche tingono vividi disegni, guidati dalla mano del gagliardo vento. 
Lui ruba la mia voce… lui ruba la mia voce…
Che come un eco suona nell’etere a noi attorno, ed odo io il tuo riso sorgere soave, fuso alla musica dell’aura, dell’erba, dei rami, e infine del silenzio.

Riflessa nei miei occhi, volteggi oh mia falena. Fra i fiori della sera, ti libri sì leggiadra. Le vesti ti scompiglia il respiro della notte giocando fra di esse come ali di purezza, il corpo tuo scolpisce nel sospiro della brezza e volano i capelli come fiamme vespertine. Quanto io t’anelo mia ombra di una stella, quanto io ti spero nel silenzio in lontananza. Giammai vorrei toccarti, sì tenue e delicata, potrebbero i tuoi petali vestirsi di rugiada.

Oh, quanto io ti sogno! Quanto io ti scrivo, nelle pagine di un cuore racchiuso nel segreto, quanto io ti ammiro! Mio astro iridiscente, ti osservo fiammeggiare nell’universo immenso, laddove tu sfavilli sì fiero e sì splendente, portando nella luce la gloria del tuo spirito. Mai potrei raggiungerti, mai potrei sfiorarti, seppur tu sia qui adesso innanzi alle mie iridi. Carezzi quelle corde che librano nell’aria quest’armonia soave che muove i miei pensieri.

Carezzo queste corde per muovere il tuo corpo, lo posso governare come il vento con la fiamma. Sento fra le mani il tuo spirito pulsare, racchiuso fra i miei palmi nel proteggerlo dal gelo. Tu sei fra le mie dita ed ivi giaci lieta, abbandonata a me che spingo sul tuo fato. 

Che cosa mai tu hai stretto attorno alla mia anima, perché sì puro e gaio mi sorga questo riso? 
E volteggiando attorno… e volteggiando attorno…
Sembra il firmamento scivolare nell’immenso, sembrano le stelle una legione di scintille disperse nella notte. 
Io cado insieme al mondo… io cado insieme al mondo.

Girando su te stessa sino a perder la ragione, canti, ridi e gridi sino a cadere al suolo. Poso l’arpa quieta che ancora vibra un suono, mirandoti distesa nell’erba che sussurra parole alla mia anima, parole antiche quanto il mondo in un coro di memorie.
Raccoglierti io voglio, mio fiore della notte, per far che tu fiorisca al calore del mio fiato.

Ti vedo fra le stelle, t’ergi su di me. Io vedo nei tuoi occhi il candore della luna, il luccichio del cieli che porti nello sguardo, in quei profondi specchi ove sempre è primavera. In essi voglio perdermi per sbocciare alla tua luce. 
Raccoglimi, ti prego, mio fiero eterno sole.

E. Edhilyen

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Arandur
    Apr 01, 2011 @ 19:54:35

    Hai ragione; è il tuo più bel testo finora qui su questo blog… Potente e coloratissimo, spinge il lettore a leggerlo migliaia di volte…

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