Riposi la Terra Nuda

La quiete silente degli alberi immoti

ed il fiato morente dei nomi ignoti

echi d’albe sfiorite senza memoria

fra rose appassite prive di gloria.

Cornice di rovi è la cruda realtà

nei secoli nuovi e nell’eternità

grembo d’oblio dell’inerme creato

voce è il mormorio del vento agitato.

Astanti macerie di pietre spezzate

da mille intemperie e dal fato bruciate

raccontano mute ricordi sfumanti

di torri cadute e d’amori infranti.

Riposi la terra nuda e la cenere bianca

a velarla alluda fra brezza stanca

spirante sì mesta su lande deserte

sinché sia desta l’aurora solerte.

Verrà la Luna sul trono celeste

ma luce alcuna avrà la sua veste

poiché velato sarà il firmamento

ed il Sole mai nato arderà a stento.

E. Edhilyen

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Arandur
    Apr 11, 2011 @ 04:38:29

    Una poesia che parla la Caduta dolorosa del mondo, rievoca benissimo l’atmosfera di perdita del Trono di Shérnoaril… Quando l’ho letta ho pensato subito a Tiristel, poi ho riletto meglio i tag per il commento e ho visto che avevo indovinato 🙂

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