Osservando

Osservando il grano inchinarsi al vento disegnando onde danzanti al ritmo d’un antico canto, simili ad un mare d’oro dai chiari riflessi cangianti, ho visto i tuoi capelli sfarfallare leggeri come vessilli, diletto di quell’aura che rubava le voci, le essenze e i pensieri di terre lontane.
Osservando le frasche delle argentine betulle muovere lente, le foglie frementi riflettere il sole in metallici balenii nel sussurrare parole suggerite dall’aria, ho sentito la tua voce.
Osservando le candide nubi scivolare nell’immenso, sull’eterna tela di cobalto laddove fischiano i falchi come l’eco d’un suono ancestrale, ho visto le tue iridi racchiudere l’universo.
Osservando le robinie cariche di fiori, la miriade di grappoli bianchi affini a fasci di minute orchidee, la loro grazia accompagnata dalle spine e nutrita da radici immortali, ho visto il tuo spirito.
Osservando una falena librarsi nell’ultima sera, volteggiare attorno ad un lume tremolante sferzato dal soffio dell’inverno che sfuma, ho visto me.

E. Edhilyen

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Arandur
    Mag 07, 2011 @ 21:53:27

    Davvero bello! E la conclusione spiazza il lettore, davvero ben congegnata! Mi piace il ritmo del testo 🙂

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