Noi Siamo Rimasti

Alché abbiamo visto l’alba,
L’ho vista nei tuoi occhi
Tondi e grandi come il mondo,
L’ho vista accarezzarti
Ed inondarti il manto d’oro.
Il fiato del mattino
Lievemente ha sospirato 
Fra i crini tuoi danzanti,
Preludio d’una via su cui aprirai le ali
Solcando i monti e i cieli 
Nel diventare me.
E divenendo te
Io sento nel mio corpo
La forza tua infallibile
E le movenze in danza
Scandire il mio respiro.
Lesto si fa il fiato
E duole la mia carne
Eppure il cuore esplode
Nei battiti d’orgoglio
Poiché affannato avanzi
Più fiero e più gagliardo
Nel lottar con la salita.
Infine siamo in cima
Quando il vento ruba il fiato
Dissolto nell’eterno
Come un eco di fatica,
Un eco di battaglia,
Un eco di magia
Che ha fuso in te il cuor mio
Ed in me la tua potenza.
Osserviamo il mondo
Da un’altura desolata,
Da una via dimenticata.
S’estende sotto a noi
Il pianeta che respira
E che libera la voce
Nel salutarci lieto,
Poiché l’abbiam solcato
Ed i monti abbiam sconfitto
Senza ferirne il suolo
E senz’avvelenarne il fiato.
Ci osservano le fronde
Come mille inverni or sono
Poiché noi siam rimasti
Ad ascoltarne il canto.

E. Edhilyen

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Arandur
    Mag 15, 2011 @ 20:05:09

    Una poesia dolcissima e piena di sentimento sincero, che suscita nel lettore il desiderio emulare quest’esistenza equestre…
    Gli ultimi quattro versi mi hanno ammutolita, da quanto mi hanno ricordato quelli dei grandi maestri ottocenteschi…

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