Falena Immortale

Una foglia è caduta e ne ho udito il fragore. Assordante come rombo di tuono, come la terra che si muove. Un petalo bianco è precipitato, il frastuono ha echeggiato in ogni sorda valle. Io che sono falena sono venuta, a vegliare sui resti dell’estate morente. Io sono venuta al bussar dell’autunno, perché attendo le nevi che mi uccideranno, che mi copriranno, mi seppelliranno fra le nude frasche, adagiata nel letto di quel che fu il loro vanto. Io non ho voce, ma puoi udire le mie ali. Le puoi udire tremolare nel respiro della sera, quando mi desta il canto degli astri. Le puoi udire picchiettare sui vetri, mentre disperata cerco di raggiungere quel lume che racchiudono, ma non sentirai il mio grido. Non sentirai la mia implorazione, la mia disperazione, poiché muto sarà l’urlo del cuore. Mi librerò fra l’erba alta, seguendo la scia delle lucciole. Nella sera che silente sarà per il mondo, ma che canta e che grida per me. Una sera pervasa dalle voci degli alberi, lo scricchiolio del legno che cresce, il vagito di un fiore che nasce, l’urlo di un fusto spezzato. Io vago, io sento, io osservo. Galleggio nell’aria lasciando che sia il respiro del mondo a spingere sulle mie ali, fluttuando nell’etere nero sino al sorgere del sole. Ed allora cadrò nell’oblio, e di me non resterà traccia. Nessuno avrà visto il volo di una falena, nessuno avrà udito il suono del suo battito d’ali. Mi adagerò sui muri di pietra, immota, come senza vita. Io penso, ma non hanno volto le mie emozioni. Io rido, ma non ha voce la mia letizia. Io piango, ma non ho lacrime. Ecco che cade un cristallo dal cielo. E’ giunta la neve a portare l’inverno. Ecco la fine, che porta l’inizio. Bianche di nuovo saranno le lande, perché ancora possano essere scritte come vergine carta, tracciate di storie al di là del tempo. Neve scende leggera, velando le terre spoglie ed arrese, prone al vento che impera superbo. Brina si posa sulle mie ali. Ma io sono viva. Perché? Perché sto tremando?

E. Edhilyen

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Arandur
    Giu 09, 2011 @ 12:37:34

    Che bel testo… La falena saresti tu? Per la verità mi ricorda anche un po’ Tiristel… Avevi ragione nel dire che era criptico, ma non poi così tanto, tranquilla. :-*

    Rispondi

  2. Estelwen Edhilyen
    Giu 09, 2011 @ 13:14:50

    La Falena è la mia anima, che si riscopre a vivere ancora dopo quella che credeva essere la fine (la morte del corpo, l’Inverno), in una nuova vita da creare dal principio (le terre innevate da scrivere come vergine carta).

    Rispondi

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