Le Corde degli Angeli

Sei venuto a sfiorarmi in un’aura lieve, pervasa del canto dei grilli che intridono la sera di cori sussurrati, uniti per dar voce alle stelle d’estate.
Ti ho accolto spalancando i meandri del cuore, perché il tuo soffio possa giungere ad attizzare le braci di un tempo sparse nel mio essere, lasciando che le ceneri volino come grigia neve e sotto di esse si destino faville.
Immortali, piccole scintille di passione, che nell’oblio dell’infinito custodiscono lembi di verità, di memorie, di vita.
Inconsce guardiane d’ogni perché del mondo, brillano come astri nell’abbraccio della notte, poiché mai potrei vederle se il tuo tocco non portasse tenebra.
Una tenebra così sublime, e così profonda.
Così inviolabile, densa come nebbia, posso quasi stringerla fra le mani.
Sembra addensarsi attorno a me, sembra rubare i miei occhi.
Ed allora, nel ventre della più viva notte, scorgerò un lume tremolare sulla tela del tempo.

Gli Angeli suonano le divine corde, che vibrano suoni impercettibili sparsi nell’etere, come mille onde in uno specchio d’acqua.
Gli Angeli suonano le frasche che cigolano al vento, i campi di grano che frusciano alla brezza, la pioggia che batte s’un tetto di foglie, l’aria che geme a valle, lo sfarfallio di una falena e l’eco di un nibbio lontano.
Si espandono le onde in ogni dove e quando, invisibili, impercettibili.
Vengono a muovere correnti ignote, che come il bacio di un mare vivo tracciano segni sulle vergini sponde.
Ed io sono qui, nella rete che avvolge il mondo, fra le tracce che mille voci disegnano sullo spartito della mia esistenza.
S’una via interrotta da infiniti bivi, velata dalla nebbia e coperta dalla neve, avanzando ed avanzando ancora.
Musica sale nell’anima, al vibrar d’una nota lieve, che seco porta passione e tormento.
D’essa non sarà che un rivolo di pianto, mentre gli Angeli suonano i salici.

E. Edhilyen

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Arandur
    Giu 19, 2011 @ 20:54:28

    Questo testo sembra ricordare quel passaggio del Silmarillion che ricorda come la Musica degli Ainur rieccheggi tuttora nel Mondo… Meraviglioso!
    Strano che parli di Angeli, cosa intendi tu con questo nome? :-*

    Rispondi

  2. Estelwen Edhilyen
    Giu 19, 2011 @ 21:01:12

    Ahah! One million question!!
    Di sicuro non intendo quello che intende il resto del mondo (o la maggior parte), ma non posso aggiungere altro. 😉
    Ognuno intenda quel che meglio crede…

    Rispondi

  3. Mildir
    Giu 21, 2011 @ 17:11:18

    I PILCAR MAYARON

    Nyë hupien utúliel osquemë virima, tervanta ya lindemë hriccion in ternityar i sinië hlussë ómarimbemen, erna ya lairelennen antien óma.
    Utúltenyel eppáltata ya cuxi hundonyo, an i surtalda hanië tulië ya hlitsi yallúmëo rerin ya ëalenyass’ ettintien, léstata sa ya hlittar vilier ve sinda lossë ar nun elta ya tiniller eccuier.
    Ilfirimë, tittë maileva tiner, sa i etaréness’ ilmetimeva cuvir cilpar senyassëo, rénion, cuilëo.
    Arissië cunder ilyë tarion amarëo, calyar eleven i hlestalessë numëo, ana hanyavan úië te cenië nai lá colyanë ya hlalyalelda mornië.
    Mornië suyav’ ambahalya, suyo nupya.
    Suyav’ úhulima, ve hisië quamba, sito hanan imbë máva te hripië.
    Oss’enyë sína i amporpa, sína sa ya hyendunya hechta.
    Ar sá, ya cumbass’ encuiya numëo, tercenuvan silto tintilië ya werpë lúmëo.
    I mayar hlonir i valië pilcar, ya tingar úhunimë hloni ya vilussë rerina, ve olalië nénessë.
    I mayar hlonir i hrusti ya pyuvir i surinen, i caitar pólen i hrustir i hwestanen, i ullë ya tiriptya tupsenna lasserin, i wilya ya emya tumbassë, i falaptalë falambëo ya hyályë hyaya nilfyondó.
    Arnorar i olar yastalissen italissenyë, úcenima, úhunima.
    Tulantë multen ilissë siryassi, yan i muchavë quilyal’ ëarëo tequi certar or i wendië hressi.
    Ar enyë tissë, min i repsë ya hapya i amarë, min i cerdar i ómalië texir or i centur ëalenyo.
    Terhassa menenn’ ilmetimë yussemen, humna hisinen ar tupin ólossen, uptulyal’ ar uptulyal’ ata.
    Lindassë hala mi ya súlë, tingen virima hlonillëo, ya senen cola mailë ñwalmyë.
    Lá yeva sëo lan siryacë nirieva, siss’ i mayar i tasari hlonyar.

    Questo è uno di quei testi che meritano di essere tradotti in Quenya !
    Lo vedrà anche un’altra persona !

    Mildir

    Rispondi

  4. Estelwen Edhilyen
    Giu 21, 2011 @ 20:46:50

    Grazie mille per l’inattesa traduzione, è un onore per me.

    Rispondi

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