Una Gemma di Me

Sulle scale di pietra ruzzolavano adagio foglie ingiallite, frusciando alla carezza della mia veste che piano scivolava sui gradini.
Mai avrei pensato, a quanto quel suono sarebbe un dì mancato.
Le frasche si ammantavano di fuoco, nell’arrendersi all’alito fresco che portava fragranze d’autunno, di pioggia lontana e d’una leggera foschia che lieve si adagiava sui letti di muschio. Sentivo la roccia sotto ai piedi scalzi, ed il gentil tocco dell’erba sfiorarmi la pelle in una carezza leggera e pungente, una carezza che narra della vita del mondo. La mia carne sulla terra, in un contatto primordiale, in un silente dialogo.
Indossavo quella lunga veste verde. Leggera e svolazzante come l’anima giovane e innocente, allieva del sole e della luna, del vento e della terra, del bosco e del mare.
Mi guardo attorno. Null’altro se non il mondo, la vita. Le frasche danzavano piano, sussurrando un antico canto. Il vento si levava per disegnare nubi in un cielo di cobalto, e timide si schiudevano nell’ombra le corolle dei ciclamini bianchi, che intridevano l’aria dell’essenza d’autunno.
Una fragranza che ha accompagnato la mia attesa sulle rive di quel fiume. Una fragranza che riaffiora ai ricordi, nell’unirsi a quell’arcaico canto che intonavano gli olmi e le betulle argentee, nel seguire piano la danza d’un’aura che scandiva un tempo senza fine e senza inizio.
Portavo fiori fra i capelli intrecciati, ad ornare un sentimento che esplodeva dentro al cuore. Lì accanto al mio viso stavano petali chiari, appassendo lentamente come i giorni ormai svaniti.
Si cristallizzarono i pensieri fra i flutti turbinosi, che rubavano segreti dai miei occhi sognatori. Occhi pieni di speranza e di una luce primordiale, che brilla ancora nell’attraversare un tempo al di là dell’universo.
Ho trovato un germoglio nel mio cuore. Un germoglio di speme e di fede, un germoglio di memorie, un germoglio di Verità.
Una gemma di me.
Piano esso cresce, in assenza della tua luce, del calore dei tuoi palmi, del suono della tua voce.
Ed ancora resto lì, sulle rive della terra rossa. Ascolto quel che il fiume ha da rivelare, e quel che gli olmi han da raccontare. Lì il mio spirito ancor giace, nell’eterna attesa della tua venuta.
Perché tutto torni all’origine d’ogni cosa.
Perché possa ancora imprigionare un fiore fra le onde dei capelli, sorridendo nel sapermi come tu m’avresti amata.
Perché possa ancora attenderti sulla soglia del giardino, nell’ascoltare il suono del tuo ritorno all’imbrunire, scandito dal fiero batter di zoccoli.
Perché possa ancora schiudermi e rinascere nel tuo sguardo. Specchiarmi nelle iridi tue eterne che han rubato il firmamento, per vedere me.
Un’anima, una stella, una donna.

E. Edhilyen

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Arandur
    Ago 20, 2011 @ 13:27:25

    Un testo che mi ha colpito. Nel titolo, innanzitutto. E poi nei contenuti: nessuno come te sa evocare immagini sì suggestive, delicate come un petalo di rosa, ma che sanno penetrare così a fondo nel mio cuore. Il tuo lettore riesce a percepire davvero intensamente le emozioni che descrivi, leggere i tuoi testi è sempre un’esperienza toccante! Poi questa conclusione così umana, così tagliente, semplice e perfetta. Sei un mago nelle conclusioni, l’ho sempre detto!!! :-*

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  2. lalix
    Ago 20, 2011 @ 15:13:45

    Eccomi infine giunta fin qui… e finalmente, ora soltanto, posso dire di respirare il profumo di Casa!

    Casa è per me ogni luogo ove ho lasciato un piccolo pezzo del mio Cuore…

    Casa è per me starvi accanto, seppur nella lontanaza fisica che nulla può nel tentar di dividere due piccole Anime che il Caso ha fatto incontrare e che l’Amicizia ha unito.

    Osservo la piccola Gemma che hai posto innanzi al mio Sguardo: è uno dei Doni più preziosi che la Vita potesse farmi.
    Grata la rimiro, in trepidante attesa del suo sbocciare.

    Come il senso di un Viaggio non risiede nè nel partire nè tantomeno nel tornare, così la bellezza della Gemma non risiede nel Frutto o nel Fiore… ma nel suo Divenire tale.

    La mia Benedizione discenda sul vostro capo ed il mio abbraccio cinga voi tutti, che siete cari al mio Cuore.

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