Luce Riflessa

Tu, viandante, che vieni dai monti, dai mari e dai tempi ancestrali, che cosa vedesti dietro a quel colle?
Intensa, la luce abbagliò gli occhi dell’anima antica, come fasci moventi, spandendo radianza e potenza nel scivolare sui verdi declivi.
Arcaico, remoto, forte e gagliardo come il sole d’estate, spandeva un cerchio di fuoco attorno alle lande di cui era guardiano.
A custodia di cosa si ergeva a difesa?
Primordiale natura che invoca il tuo spirito, un richiamo ancestrale s’è sparso nell’etere, al che t’imbattesti in sì tanto bagliore che credesti di avere scoperto una stella.
Ma altro non era che un fiore di cristallo, appena sbocciato ai piedi del firmamento.
Bagnato di rugiada, dalla pioggia dei secoli, il cui cuore di luce pulsava dei raggi che lo trafiggevano. Raggi di un cielo remoto, solcanti l’universo, infranti nel prisma in mille cangianti riflessi, come danza di boreale aurora.
Luce d’antica entità, di forza e fierezza, saggezza e letizia, luce di candida essenza.
Luce riflessa, in petali di vetro.

Perché batte la sua vita nel mio petto?

Perché sì tanto fuoco in un sì fragile specchio?

Ye-lana n’y-edore. El-ey n’om atane.

E. Edhilyen

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Arandur
    Ott 15, 2011 @ 14:23:21

    Un altro testo meraviglioso, breve ma intenso.
    Come il cristallo, fragile ma preziosissimo, così è il tuo tenero cuore.

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