Muto Lamento

Scivola l’anima fra gelide sbarre, esule fugge fra i fiori di campo danzando solinga fra arbusti fruscianti, ma gravano infine sul corpo spossato catene che avvolgono le ali ferite.
Gli astri raccontano muti i ricordi ascoltando le voci taciute, i segreti svelati, lamenti dispersi nel buio soltanto e lacrime d’angeli perdute in silenzio dinanzi alle stelle a cui speme domando.
E solo un pensiero sboccia non visto, fra righe di pianto e parole sì vane, nelle frasche impigliate come rete di sogni sussurrando in eterno memoria di pena.
Sì fonda, remota, indistinta.
Che cosa mai disse un pianto d’amore, a voi che distanti custodite il mio cuore?
Lungi nel tempo torna il verbo mio arcano, tessendo parole riverso l’essenza di un’ode struggente la cui voce risuona nei meandri abissali.
Come cenere al vento il pensiero mio vola, nell’aria perduto o forse sfiorato, poiché sono spirto che in cuori altrui vive.

E. Edhilyen

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