L’Uomo Immortale

Questo non è uno dei miei tipici testi poetici e criptici, stavolta voglio stendere i miei pensieri fra le righe in modo chiaro, evidente, perché chiunque abbia voglia di farlo possa coglierne il senso più puro.
Spesso mi sono domandata come mai il destino ci impone di prendere scelte esistenziali quando meno siamo nelle condizioni di farlo. Pensavo che non fosse giusto, pensavo che una persona dovesse avere il diritto di scegliere in piena consapevolezza cosa fare della propria vita. Ma ho infine capito che non è affatto così, poiché tutto ciò che ci serve sapere è ciò che davvero vogliamo, al di là di tutto quel che ci dice sia impossibile.
Il fato ci pone davanti ad un bivio e ci chiede di imboccare una delle due strade, nella chiara consapevolezza che entrambe quelle strade saranno senza ritorno. E ci dice, per di più, che qualsiasi scelta prenderemo ci costerà grandi fatiche e sacrifici, reali od essenziali che siano, a seconda della via che prenderemo. Spesso tocca le corde più sensibili del nostro essere, fa affiorare le più profonde paure e minaccia i desideri più cari ma ci spinge a proseguire nell’incrocio, perché se non si sceglie in tempo il tempo stesso sceglierà per noi. Eppure noi non conosciamo nessuna di quelle due strade, ne vediamo solamente un tratto, perché il resto è avvolto dalla bruma. Sappiamo solamente verso quale meta portano ma, in molti casi, alcuni di noi ignorano perfino questo. E come se ciò non bastasse, quando siamo sul punto di prendere una decisione giunge la realtà ad offuscare ancor più gli occhi già annebbiati, nascondendo il poco che hanno potuto vedere in quel misero istante in cui si sono aperti un poco, cogliendo un pizzico di verità dietro tutte le illusioni, se si ha avuto la fortuna di poterlo fare. È proprio qui, quando il cuore è più soffocato dai fumi del mondo e quando la mente è più attratta da tutti i suoi confortevoli sogni, che ci viene imposto di decidere che cosa essere. È in questo istante, quando l’anima è più sopita, che la nostra volontà più vera viene messa duramente alla prova.
Ed è qui che si compiono i destini di molti, sia per chi ha scelto la sicurezza di un sogno destinato a sbiadire con la morte del corpo, sia per chi ha rinunciato ad ogni appoggio reale rischiando di perdere perfino la sopravvivenza, pur di arrivare ad abbracciare una vita i cui germogli continueranno a crescere anche al di là della morte corporea. Ma il mondo ingabbia le anime, nate fra le catene della realtà, che ancora non hanno scoperto che oltre le sbarre vi è l’infinito. Molti conducono la propria esistenza come se quelle sbarre fra cui sono nati fossero i confini del loro essere, poiché sono così abituati all’idea di vederle intorno a sé che le considerano normali ed insuperabili, ma in verità non sono altro che tempo. È come se ogni sbarra fosse un anno di vita, ed ogni uomo fosse imprigionato in uno spazio delimitato da circa cento sbarre. Solo quando ogni persona avrà capito che dentro al suo cuore vi è la chiave per uscire da tale misera gabbia, che l’essere non è l’avere e nemmeno l’apparire, quando gli orizzonti del suo pensiero avranno varcato quegli stessi confini e quando i suoi sogni più arditi non saranno più circoscritti in un lasso di tempo, sarà finalmente libera di essere eterna, così come eterno è l’Amore.

E. Edhilyen

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