L’Eremita

Immobile attendi, sulla rupe agreste,
ove il vento risveglia i sussurri d’abeti
e all’eremo intona il lamento silvestre,
fra i sentieri intessuti da passi segreti.

Spirto eremita, il tempo si è spento,
sei morto nascendo s’un letto dorato
e nato lasciandone il gran giovamento,
or splendi di vita: il bosco t’ha amato.

Vortica il mondo nella corsa all’avere,
giungono gli echi di genti in battaglia
al cuor tuo che serba il sol vero potere.

Celato è il disegno che in animo tieni,
ma aneli nel fato di lasciarne l’impronta
sulle vie di chi torna da dove tu vieni.

E. Oriel

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