Luna Vegliante

Fra intrecci di fronde la Luna è impigliata,
soave, sublime, al cielo è inchinata.
Pallido lume che il mondo sbiadisce,
fra le mie dita ogni ombra appassisce.

Mirando il suo volto sì candido e puro
volgo il pensiero ad un tempo venturo,
radiante Luna fra i fiori degli astri
sia tu corona sui sogni dei mastri.

Quel candido specchio di Sole eclissato
che sopra il tuo capo è ancora sbocciato,
ricorda alla mente che è solo una danza
di un cielo che unisce la nostra speranza.

Vaghiamo raminghi agli occhi d’un cielo
che copre il destino come immenso velo,
speme ed onore porta al pensiero
che la stessa Luna mirasti tu invero.

D’onde venisti quand’ alzasti lo sguardo,
al muto richiamo d’un bagliore maliardo?
Nel volto suo cogli la mia nostalgia,
sfiorante memorie, lontana armonia?

Disiosa di imprimere musica muta
su occulti spartiti di notte perduta,
affido all’empireo ogni sogno e volere
perché da lì possan in cuor tuo cadere.

E. Oriel

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