Giardini d’Autunno

Ove ebbe inizio il nostro cammino,
fra i viali d’autunno accesi di vampe,
il cuore mio all’anima tua sì vicino
pronto a scalare del cielo le rampe.

Dormiente era ancor ogni sogno segreto
nell’andito fondo dell’esser mio arcano,
intorno a noi inerte cresceva il roveto
fra i cui rami spogli danzare era vano.

Colsi in cuor tuo di disio i germogli
astanti e socchiusi all’alba di speme,
s’aprirono in me i fiori che cogli
su rive d’un tempo che timido freme.

Giardini sbocciati come lidi di Maggio
nei giorni svaniti fra fronde appassite,
il Sole ha dipinto con ogni suo raggio
le vie che percorro su terre imbrunite.

I sogni tuoi vibrano qual petali al vento
or che ogni gemma ne intona armonia,
nel cuore mio offerto al canto che sento
tremar fra le arie con te in ogni via.

E. Oriel

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