Venti di Vespro

S’infiamma il meriggio su cime autunnali
e il fuoco divampa dal cielo alla fronda,
s’elevan in cuor geremiadi corali
ch’accendon nell’animo pace profonda.

Venti di vespro a destar l’alma mia
come fiato su fiamma che trema ed avvampa,
vien la morenza che indora ogni via
a portar il risveglio, e un trillo divampa.

Il cielo s’inchina ad un Sole calante
che piano digrada s’un letto silente,
struggente visione d’un mondo vibrante
degli echi segreti d’un canto nascente.

Fui per mirare il declino dei giorni
quand’anche la sera sfiorò la mia mano,
fui lungo la strada dei mille ritorni
ma l’ultimo addio mai più venne invano.

E. Oriel