Iridescenza

Dietro la volta s’inarca splendore,
una finestra sui mari d’essenza
s’apre fregiata di stille d’onore
su vie d’emozioni in trasparenza.

Un solo raggio fra spasmi di pena,
tocco di pace fra tuoni e tumulti,
riverbera il suono di una falena
nel cuor della terra su verdi virgulti.

Resta una nota su gemme di fiori,
scintilla di musica di primavera,
e quando l’ombra divora gli albori
d’iridescenza si tinge la sera.

E. Oriel

Albori

La musica di un sogno nasceva da lontano, rinfranta fra le stelle sin sulle onde quiete gementi dentro i porti, su scintille di rugiada e nel mistico sussurro del vento in seno al mondo. Abbracciando il cielo, permeandone il respiro, scandiva della vita la luce di visioni nate in fondo al cuore. Ed un sublime fuoco, candido e remoto, spargeva di faville l’aria del suo mondo.
Fu lenta Primavera, un tocco d’alba pura, espanso in ogni tempo e su sperduti lidi. Lontane dimensioni di sogni e meraviglie, a navigar negli evi di tutto ciò che è stato, di tutto ciò che viene.
Persa nei primordi respira una memoria, nei cuori di chi è nato da musica celeste, fior che han generato in sé la propria linfa. Semi di bagliori, dai petali alla terra, semi degli albori d’un infinito amore.
Può il cielo rinnovarsi negli occhi che lo cercano, ed incontrare il mare nel blu senza confini, connubio di due mondi riversi in una gemma che sempre brilla tersa in sguardi senza giorni. Può l’aurora accendersi nel fiato di chi è eterno, di chi contempla storie scritte in ogni tempo, fino ai tramonti spenti nel ventre delle notti dietro ad ogni mondo.
Barlumi che si destano, per scendere più adagio, insieme a mille ombre nel loro lungo viaggio. Canti che si elevano, per scendere più adagio, insieme a mille lacrime nel corso d’ogni fiume.
Splendono le stelle sull’appassenti terre, qual sole divulgato in miriadi di scintille, trama che cattura la storia d’ogni via.

E. Oriel