L’Ultimo Canto

Mesto riverbero trema su fumi d’umida nebbia,
lenti vapori a riempire il silenzio di pianto taciuto,
brina d’inverno su astanti spoglie di estati smarrite
di veli veste le chiome provate all’inchino del vento.

Non è svanito l’ultimo canto in echi persi nel vuoto,
rinfranti ai confini del nulla s’estendono i cori serali,
il pianto degli angeli in geremiadi corali intride la volta
d’eteree fiamme e scendono braci qual nevi al declino.

Cordoglio in spartiti d’estrema vita nell’ultima morte,
sovrastano l’arie che gemono gli echi del vero in oblio
e cadono stelle qual lacrime sciolte dagli occhi del cielo,
oscillano i mondi oltre ogni viaggio nel vivo universo.

E. Oriel

Luce del mio Pianto

Risuona l’eco muta come brivido nel cuore
e l’anima s’accende d’un fuoco tremolante
sfiorandoti da lungi come l’alba su d’un fiore,
amando nel silenzio l’alma tua smagliante.

Luce del mio pianto, cogli dai miei occhi
le lacrime che intridono la grigia terra arsa
e colma la tua sete con i segreti tocchi
della rugiada mia, sopra i tuoi prati sparsa.

Sbiadiscono i tramonti nel grembo della sera
ed ogni cosa tace ad un canto in lontananza
che dona a te la voce, nei secoli più vera,
all’ombre riecheggianti d’una remota danza.

Mirando gli astri chiari sorridere sul mondo
affido al firmamento i sogni miei inviolati,
possa tu smarrirti nel cielo più profondo
cogliendo fra le dita i lor petali volati.

E. Oriel